Grecia un insegnamento da scolpire nelle nostre menti:
una vittoria elettorale conta come il due di picche
il popolo greco ha deciso per il NO; la NATO e il capitale internazionale invece…
Gli incantatori di serpenti e la stampa mercenaria ci hanno spiegato che -per uscire dalla crisi esiste un'unica possibilità: la distruzione dello stato sociale, abbassamento dei redditi (ricetta che non fallisce: aumento della produttività, diminuzione dei costi unitari del prodotto finito e lenta ripresa dovuta ad una riacquistata concorrenzialità…) che permette di agganciarsi al livello di vita degli altri paesi assicurando (ai sopravvissuti) un aumento tenore di vita.
La mia non è una gratuita polemica: ricordiamoci che molte centinaia di persone hanno deciso di togliersi la vita, principalmente in Grecia, ma anche in Spagna e in Italia, a seguito di simili ricette imposte all'Europa dal capitale finanziario che impera sia a Washington che a Bruxelles
Ma questa ricetta offerta ai greci dall'Europa non è affatto nuova; dobbiamo riconoscere che, su questo terreno, i risultanti più brillanti li hanno raggiunti i nazisti: mai prima di allora la manodopera era stata costretta a lavorare a prezzi più "convenienti".
Come si poteva vedere dai pannelli nel museo del campo di concentramento di Buchenwald, l'aumento degli utili della IG-Farben, Degussa, Siemens ed altri "datori di lavoro" era molto soddisfacente e impetuoso e, con esso, crescevano in sintonia anche i decessi dei "lavoratori".
È dunque facilmente comprensibile che, una volta riconquistato il potere nella Repubblica Democratica Tedesca, le suddette concentrazioni finanziarie abbiano fatto sparire questi istruttivi pannelli che spiegavano, con l'eloquenza delle cifre, come del sistema nazista beneficiassero non già e non solo una banda di delinquenti più o meno squilibrati, ma soprattutto delle persone "per bene" e altolocate: i detentori del potere economico.
Già sento il mormorio di qualche benpensante: e che c'entrano i nazisti? Che senso ha rivangare il passato?
C'entrano purtroppo e c'entrano oggi. Il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier è stato fra i più accesi detrattori del nuovo governo greco e, il giorno stesso dell'ultima clamorosa rottura delle trattative a Bruxelles, non ha esitato a coprirlo pubblicamente di insulti imputandogli parassitismo ai danni dei contribuenti tedeschi e europei.
È proprio quello stesso Steinmeier che -solo pochi mesi prima- aveva regalato un bel gruzzolo di milioni di euro al governo ucraino (cioè ai filonazisti di Pravi Sektor) per sostenere la sua "lotta per la libertà e per la democrazia".
Osservatorio
La trappola ideata per spolpare la Grecia
Giuseppe Zambon
Il capitale finanziario internazionale e la corrotta e parassitaria borghesia compradora che sino ad alcuni mesi fa governava la Grecia si sono accordati secondo questo schema:
l'Unione Europea concedeva un prestito (che i suoi complici greci si spartivano fra di loro in fraterna collaborazione) a condizione che il governo greco accettasse delle rigide condizioni di austerità che- anziché far decollare l'economia, condannava il paese ad un circolo vizioso di ulteriore depressione.
il disegno era quello di costringere i greci a restituire il debito attraverso la svendita delle ricchezze del paese ed alla pratica rinuncia all'indipendenza..
Le banche europee pagavano, la classe dirigente greca abusava a fini privati dei capitali messi a sua disposizione; l'economia greca andava a rotoli e le banche europee si fregavano le mani in attesa del momento propizio in cui l'intero paese sarebbe caduto nelle loro mai come un frutto maturo.
Poi c'è stato il referendum, e l'apparente vittoria in un'atmosfera generalizzata di gioia e di orgoglio popolare… che è durata lo spazio di un mattino.
Non sappiamo quali armi di ricatto abbiano usato i nemici del popolo greco per costringere Syriza a rimangiarsi clamorosamente il programma elettorale e a tradire la fiducia che il popolo aveva riposto in questo partito politico:
"semplice" boicottaggio economico?
minaccia di un nuovo colpo di stato militare, dopo quello organizzato dagli USA negli anni '70?
aggressione da parte degli stati confinanti (Albania, Macedonia, Bulgaria e Turchia) che tutti ubbidiscono a gli USA e avanzano rivendicazioni territoriali nei confronti della Grecia?
Solo un partito rimane coerente con propria linea politica, il KKE (i comunisti ortodossi) che-nell'atmosfera di effimero entusiasmo che ha accompagnato la salita al potere di Syriza- ha visto dimezzare il proprio elettorato.
Queste le sue rivendicazioni:
fuori dall'euro
fuori dall'Europa
fuori dalla NATO.
giuseppe zambon